domenica 21 luglio 2013

Halasana: l'aratro


Immagine tratta da http://www.yogaposeweekly.com

Lo Sciamano torna con una delle asana "regine": Halâsana o aratro (perché ricorda gli antichi aratri indiani).
Vediamo subito come si esegue.
ESECUZIONE:
Distesi supini con le gambe unite, le braccia lungo i fianchi e le palme delle mani rivolte al pavimento, portare il mento verso il petto in modo che la nuca aderisca completamente al pavimento; utilizzando i muscoli addominali e conservando una respirazione regolare sollevare le gambe con un movimento lento e continuo, mantenendole distese, unite e rilassate, fino a portarle perpendicolari al pavimento; la schiena aderisce sempre al pavimento.
Facendo forza sulle braccia sollevare i glutei e la parte bassa della schiena, portare le ginocchia il più possibile vicino al torace ruotando la parte inferiore della colonna vertebrale, quindi spingere le gambe oltre la testa lasciando che le dita dei piedi tocchino il suolo, allontanandole quindi il più possibile dalla testa in modo da accentuare la curvatura della spina dorsale.
Le prime volte potrebbe non essere possibile portare i piedi in contatto con il terreno: non forzare mai il movimento, ma lasciare che sia lo stesso peso delle gambe a portarle, con il tempo e la pratica, verso terra. In questo caso è possibile utilizzare uno sgabello come supporto per i piedi (Ardha Halâsana).
Mantenere la posizione da uno a dieci minuti o più (adepti avanzati), respirando lentamente e profondamente: la respirazione sarà prevalentemente addominale. Fare attenzione a non piegare le ginocchia e a non contrarre le spalle, il collo o i muscoli del volto.
La concentrazione sarà sulla respirazione o sul rilassamento della schiena e dei muscoli dorsali.
Per sciogliere la posizione riportare lentamente la schiena ed i glutei al suolo, portare le gambe perpendicolari al pavimento ed infine riabbassarle lentamente, in modo controllato e senza fletterle, utilizzando i muscoli addominali; la testa rimane sempre in contatto con il pavimento.

BENEFICI DI HALASANA
Leggendo l'esecuzione alcuni dei numerosi benefici sono già intuibili: quest'asana "lavora" veramente su tutto il corpo ed oltre ad avere benefici diretti sulla respirazione (visto che viene "attivata" la parte addominale del respiro) ne ha tanti indiretti visto che va ad allungare tutta la colonna e la muscolatura posteriore del corpo.
Ma entriamo nel dettaglio.
Halâsana dona grande elasticità alla spina dorsale - in particolare alle vertebre cervicali e lombari - e al collo, causa l'aumento della circolazione in tutta la zona e tonifica i gangli ed i nervi spinali, regolarizzando il funzionamento del sistema nervoso simpatico.
La tiroide viene compressa e stimolata, insieme al timo, dall'abbondante afflusso di sangue con conseguenze positive per tutto il metabolismo corporeo, per la pressione arteriosa e per il sistema immunitario.
La respirazione addominale profonda ed il movimento del diaframma effettuano un massaggio addominale che interessa tutti gli organi interni: viene così migliorata la funzionalità del fegato e dei reni, della milza e del pancreas, in cui la produzione di insulina viene stimolata; la digestione risulta favorita, la costipazione alleviata.
La muscolatura della schiena, delle spalle e delle braccia si rinforza, così come i muscoli addominali.
La pratica di Halâsana è utile anche per il trattamento di asma, bronchite, epatite, disturbi del tratto urinario e mestruali.
Questa posizione non dovrebbe essere eseguita in caso di ernia al disco, sciatica o gravi patologie della colonna vertebrale; evitare l'esecuzione anche in presenza di ipertensione arteriosa.
Durante il periodo mestruale e dopo il terzo mese di gravidanza evitare di comprimere l'addome; in queste condizioni prestare quindi particolare attenzione ed assumere l'âsana solo sotto la guida di un insegnante.